Self-published vs Indie

Self-published vs Indie

Negli ultimi anni si è assistito anche in Italia all’aumento esponenziale dell’auto-pubblicazione.

Il mercato italiano è piccolo e difficile da conquistare dall’interno – Nemo, o quasi, è profeta in patria!

Le grandi case editrici seguono l’esempio americano e si affidano sempre più ad agenzie letterarie: un doppio filtro che naturalmente lascia passare pochi.

Le piccole e medie case editrici devono sopravvivere in un mercato dominato quasi esclusivamente da un paio di super gruppi editoriali che fagocitano e digeriscono perfino le pubblicazioni un tempo considerate di nicchia. Da anni, perciò, molti piccoli editori si sono orientati verso un servizio a pagamento che possa coprire i costi di produzione e mettere al sicuro dagli insuccessi editoriali.

Sulla scia sono arrivate le prime agenzie di pubblicazione ed è infine esploso il fenomeno del self-publishing.

Al di là dei confini italici, però, si fa già strada la netta distinzione tra i cosiddetti self-published authors e gli Indie authors.

I self-published, contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome, sono gli autori che si appoggiano a servizi editoriali a pagamento e si affidano a professionisti esterni per la pubblicazione del loro libro. Pagano i servizi acquistati e cedono i diritti di pubblicazione.

Gli Indie o indipendenti sono gli autori che contano esclusivamente sulle proprie forze: scrivono il libro, lo impaginano per la pubblicazione come ebook o cartaceo, realizzano la copertina (o assumono un grafico per farlo), lo pubblicano e lo promuovono. Un vero e proprio one-man show che consente di rimanere in totale controllo della propria opera, ma che non tutti sono in grado di affrontare con completa competenza.